Il richiamo del passato

scritto da Fresia
Scritto 3 giorni fa • Pubblicato 7 ore fa • Revisionato 6 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Fresia
Autore del testo Fresia

Testo: Il richiamo del passato
di Fresia

IL RICHIAMO DEL PASSATO

Il passato ha per molti un grande fascino, che spinge a scavare in ciò che è stato, a voler conoscere accadimenti che hanno determinato o influenzato il presente, a voler vedere di persona ciò che è rimasto e che è giunto fino a noi.
Anche Lara subiva questa grande attrazione ma, a dire il vero, la viveva in modo particolarmente profondo, quasi viscerale.
Quando visitava un castello, un' antica dimora, un qualsiasi luogo d'un lontano passato, non era solo l'interesse per la storia che percepiva dentro di sè. Si sentiva letteralmente catapultata nel mondo a cui quei luoghi erano appartenuti.
Respirava l'odore del legno logorato dall' usura del tempo, accarezzeva con gli occhi suppellettili, dipinti, oggetti scrostati o arrugginiti e ogni cosa le procurava sensazioni  intense e difficili da descrivere. 
Accadeva lo stesso quando ascoltava la musica antica: ogni suono le entrava dentro, la faceva vibrare, innescando forti emozioni.
Questa sua fissazione per il passato la portò a compiere una drastica scelta di vita. Lara lasciò il proprio lavoro e, viste le sue notevoli competenze in ambito storico, riuscì a farsi assumere come guida in un famoso castello. 
Era come se si sentisse a casa tra quelle antiche mura, in quelle scure e fredde stanze con soffitti intarsiati e pavimenti consumati dai passi di chi, per secoli, li aveva calpestati. 
Finalmente poteva accedere ad ogni ambiente dell' edificio, a documenti antichi e  preziosi, agli oggetti che aveva potuto ammirare solo a debita distanza e che, nonostante le fosse ormai consentito toccare, si limitava a sfiorare appena, quasi in segno di profondo rispetto.
La sua bravura come guida pareva non avere rivali: nessuno sapeva coinvolgere i visitatori come lei e non tanto per le ottime competenze e la capacità di offrire sempre risposte a qualsiasi domanda, ma per come le sue narrazioni riuscivano a incantare adulti e bambini.

Un giorno, mentre accompagnava un gruppo a visitare il castello, un uomo si rivelò fastidiosamente insistente nel porre domande. I suoi occhi parevano scrutare dentro di lei e sembrava quasi che volesse divertirsi a metterla in difficoltà. Tuttavia, quel castello e la sua storia non avevano segreti per Lara e, come sempre,  se la cavò brillantemente. 
Alla fine della visita, che era l'ultima della giornata, la donna riaccompagnò il gruppo al grande portone del castello e, dopo essersi congedata dai visitatori, rientrò.
Era quasi sera e da una bifora della sala dei cavalieri si poteva vedere un meraviglioso tramonto incendiare le vette e il cielo che le sovrastava. Lara lo osservò incantata, pensando che in quel luogo tutto sembrava avere un fascino speciale e ineguagliabile.
La sala era silenziosa e deserta, ma qualcosa aleggiava nell'aria, era come se ci fosse una presenza invisibile.
La donna cominciò a percepire una strana sensazione, che in alcun modo avrebbe saputo definire. "Suggestione", pensò e si girò per andare a prendere le proprie cose e per dire al custode che tutti se ne erano andati e che avrebbe potuto chiudere. 
Fu in quel momento che, nella penombra della sala, vide un uomo di fronte a lei.
Lara sobbalzò.
"Non volevo spaventarla" le disse con estremo garbo, "ma credo di aver perso le mie chiavi durante la visita ed è davvero un problema". Lara squadrò l'uomo con attenzione e realizzò che effettivamente si trattava uno dei visitatori che aveva salutato da poco. Era stato talmente discreto durante la visita che le era quasi  passato inosservato.
Forse sarebbe stato saggio chiamare il custode per accompagnarlo a cercare le chiavi ma, senza pensarci troppo, rispose che comprendeva la situazione e che lo avrebbe aiutato.
"Faremo il percorso a ritroso", gli disse, "se le ha perse qui, sicuramente le ritroveremo". 
L'uomo continuava a scusarsi per quell' inconveniente, ma mentre stavano salendo le scale, Lara cominciò a chiedersi se avesse fatto bene ad accompagnarlo a cercare le chiavi. 
Non le era mai capitato di trovarsi da sola con uno sconosciuto tra quelle mura e la cosa le creava una certa inquietudine. L'uomo parve captare quel disagio e cercò in tutti i modi di mostrarsi rassicurante e molto grato. 
Controllarono il primo piano senza trovare nulla ma, mentre proseguivano, una strano magnetismo cominciò a impossessarsi di loro.
Lara era ammaliata dai capelli corvini e dai profondi occhi blu dell' uomo ed egli, a sua volta, si sentiva sempre più attratto dal suo sorriso dolce ed enigmatico e dai suoi modi gentili .
Finalmente, giunsero nella stanza in cui le chiavi erano cadute. Si trovavano sul pavimento, accanto ad un'antica sfufa di maiolica. 
Entrambi fecero per raccoglierle e, in quell'attimo, le loro mani si sfiorarono.
"Lucrezia !", esclamò l'uomo guardandola negli occhi. "Francesco!", esclamò lei di rimando. 
Improvvisamente la donna sentì di non essere più Lara e, dopo un iniziale smarrimento, tutto divenne assolutamente chiaro. 
Avevano vissuto in quel castello, quella era la loro stanza, si erano amati e perduti e ora erano di nuovo insieme.
Mi chiamo Alberto adesso", disse l'uomo, "ma un nome diverso non ha alcuna importanza, nè ciò che ora sono, nè ciò che sei tu oggi. Conta solo averti ritrovata". 
Nelle loro menti la stanza divenne quella di un tempo, sentirono il calore della stufa che li avvolgeva nelle fredde giornate invernali e, anche se non si trovava più lì, rividero il loro letto nascosto da preziosi tendaggi.  Rammentarono con nostalgia quando sedevano accanto alla finestra  per sfruttare l'ultima luce del giorno e il richiamo del passato che avevano condiviso si faceva sempre più forte e più vivo.
Colui che era stato Francesco, accarezzò il viso dolce e sottile della donna che aveva amato, spostò un ricciolo biondo che le cadeva su una gota e il battito del suo cuore parve unirsi a quello di lei.
Gli sguardi parlavano più delle parole e non c'era bisogno di dire nulla per sapere che entrambi sentivano il desiderio di condividere nuovamente i loro giorni.
Al tempo stesso, non potevano fare a meno di pensare alla possibilità di aver già vissuto più volte il loro amore e che, forse, il loro destino era continuare a perdersi, a vagare nel tempo per ritrovarsi dentro nuovi corpi, ma con la stessa anima di sempre.
Nessuno avrebbe potuto dar loro una risposta e a nessuno avrebbero parlato dell' accaduto, ma erano di nuovo insieme e solo questo era davvero importante.



Il richiamo del passato testo di Fresia
21

Suggeriti da Fresia


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di Fresia